ANALISI DEL TESTO DI ROMANO LUPERINI

 

 

La situazione referenziale: la poetessa è a letto, sveglia, disturbata da una serie di elementi che la distolgono dall’interiorità; tuttavia riesce ad ascoltare il rumore delle foglie che cadono da un albero e si aggiustano sul prato.

 

La cornice: la poesia inizia con un settenario (in mezzo alla gazzarra), (inserito in un verso più lungo), con gli accenti tonici su gazzàrra e zanzàra. Le due a toniche si ritrovano nell’ultimo verso: aggiustàrsi e pràto. Non si hanno a toniche negli altri versi. Anche l’ultimo verso è un settenario (aggiustarsi sul prato).

 

Il metro: dopo il secondo verso, che è un altro settenario (che per me hanno la punta), vi è una serie di versi fondati sulla ripetizione del ternario; sostanzialmente su due senari: (aguzza di ferro; il verso che scrosta; la ruggine dalle; lamiere, da sveglia; sul letto io sento; le foglie che scendono; dall’acero piano).

 

Il suono: la parte iniziale presenta suoni aspri legati alle affricate (la zeta): (mezzo; gazzarra; zanzare; aguzza) e legati alla liquida vibrante (la erre): (gazzarra; notturna; zanzare; ferro). Nel medesimo tempo la musicalità è prodotta da una serie di assonanze: (mezzo – ferro – verso); (notturna – punta)  E’ dunque il suono, oltre al significato delle parole, a rendere il disturbo che viene dal rumore, che viene da tutto ciò che impedisce l’intimità, che impedisce il rapporto tra il soggetto e l’universale.  Quello che infatti emerge è che, mentre nella prima parte si hanno suoni aspri collegati anche alle numerose doppie (mezzo; gazzarra; notturna; aguzza; ferro; ruggine), nella seconda parte la musica si addolcisce. Il legame tra le due parti è dato dalla parola sentoche riprende in assonanza mezzo – ferro – verso, ma con un suono estremamente più dolce e che, essendo anche in assonanza con letto, introduce al suono piano e leggero degli ultimi due versi dove l’assonanza assume quasi il valore di una rima tra piano e prato. Non si hanno più dunque nella seconda parte le affricate, le liquide vibranti, i suoni aspri, ma si hanno dentali (scendono; aggiustano; prato) che addolciscono e comunicano con il loro suono l’accordo col ritmo della natura che era prima disturbato.

 

Il significato: ciò che quindi sembrerebbe qualcosa di indicibile: descrivere il rumore delle foglie dell’acero che si adagiano sul prato, viene detto non solo attraverso ciò che è semanticamente percepibile, ma anche attraverso la musica, attraverso una serie di elementi fonici che contribuiscono al significato più dello stesso contenuto semantico delle singole parole.

 

Romano Luperini

In mezzo alla gazzarra notturna delle zanzare

che per me hanno la punta

aguzza di ferro, e il verso che scrosta

la ruggine dalle lamiere, da sveglia

sul letto io sento

le foglie che scendono dall’acero, piano

aggiustarsi sul prato.

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